Otranto e la tradizione salentina

La città di Otranto è in un certo modo simbolo dell’intera identità salentina. Un centro di limitate dimensioni ma famosissimo a livello nazionale, intensamente ricco di storia, arte e paesaggi che ne fanno un racconto dal vivo dell’intera identità territoriale. D’altronde, non occorre dimenticare che proprio Otranto era il centro di riferimento principale della zona in epoca romana, e il suo porto fu nodo cruciale degli scambi mercantili con la sponda orientale, oltre che luogo di transito e di conquista. Otranto è la città che per prima ha subito e mostrato le continue trasformazioni che le vicissitudini belliche e politiche hanno imposto al Salento, terreno falcidiato da invasori che, percorrendo le coste leccesi, ne imprimevano la propria identità, in uno scenario che accoglie arti bizantine, barocche, romaniche, normanne e aragonesi in un tessuto coerente nei suoi molteplici profili.

Gli schemi narrativi del contesto salentino sono soprattutto quello della molteplicità delle culture, quello della poetica marinaresca e quello contadino, tutti e tre espressi magistralmente all’interno della realtà idruntina in opere e testimonianze che fanno sentire la propria eco ancora oggi. Adesso il Salento è anche turismo, un quarto polo interpretativo che ha modificato e rivalutato la geografia e il pensiero del luogo. Anche qui Otranto si fa vessillo di identità, località principale per i visitatori che da ogni parte di Italia scelgono di esplorare il Salento.

Un agriturismo a Otranto è una fortezza di saperi e simbologie di tutto ciò: al suo interno si consuma l’idea di vacanza ma al contempo si celebra la ritualità contadina, con i suoi precetti e le sue valenze specifiche; la dieta salentina è essa stessa mosaico di culture e intrecci di civiltà, la dimensione campagnola si accosta a spezie orientali e profumi balcanici per rendere omaggio a una storia e a una identità uniche nella loro molteplicità.

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